Varese: la mini Versailles milanese

Palazzo Estense

Chiamata e conosciuta da tutti come Città Giardino, Varese ha molto da offrire ai suoi cittadini, e non solo. Che siate di passaggio, in vacanza, oppure in visita a parenti varesini, vi consiglio caldamente di ritagliarvi anche solo un’ora per un incontro galante con questa Signora Città.

Eh già, perché Varese è come un’aristocratica nobildonna, ricca di patrimoni artistici e architettonici, ma altrettanto naturalistici.

Il confine tra arte e natura qui è molto labile, se non addirittura inesistente.

La loro è una relazione intima, quasi simbiotica, in ogni angolo della città. Difficile capire dove finisca una e inizi l’altra.

E se ancora avete dei dubbi, lasciate che vi accompagni in questo viaggio varesino fuori porta in occasione del my Dad’ B-day.

Essendoci incamminati a piedi da Casbeno, frazione di un certo prestigio residenziale con le sue ville e residenze storiche dall’indiscutibile fascino d’epoca, datate tra il XVIII e il XX secolo, siamo arrivati in meno di dieci minuti a Palazzo Estense e i suoi giardini. Un capolavoro dell’architetto Giuseppe Bianchi realizzato tra il 1766 ed il 1771.

E proprio grazie alla sua bellezza e ai suoi giardini all’italiana, con un tocco molto français, si guadagnò il nome di Versailles milanese sin dal XVIII secolo, nome che riuscì a mantenere alto e degno fino ai giorni nostri.

Rilassati e rigenerati da quell’angolo di pace e natura nel cuore della città, abbiamo continuato la nostra passeggiata fino in centro.

Non lunghi e infiniti corsi, o strade super trafficate, ma una felice e accogliente zona pedonale fatta di sovrapposizioni, contaminazioni, relazioni simbiotiche fra palazzi, strutture architettoniche e non.

Qui epoche e stili, filoni artistici e di pensiero più o meno filosofico, old school si intende, diversi convivono fra loro in un unico spazio comune, sotto lo stesso cielo.

Una perfetta downtown dove ciascuna delle mille voci trova il suo spazio e il suo modo di esprimersi.

Impossibile non perdersi tra vie e traverse ricche di un fascino tutto loro che solo voi, cacciatori del bello, riuscirete a scovare e cogliere.

Roxy Paine | Villa Panza
Roxy Paine | Villa Panza

E come per magia, o meglio per disorientamento, ci siamo ritrovati in Piazza Litta, all’ingresso di Villa Panza, in cerca di una buona e calda tazza di tè e anche di una toilette.

Ci è bastato uno sguardo fugace alla biglietteria del museo, per capire che quello era il luogo che faceva al caso nostro.

Tickettizzati a dovere, ci siamo calati in questo meraviglioso scrigno classico baroccheggiante,  custode di quell’arte americana ancora oggi riconosciuta come una delle più alte testimonianze culturali della seconda metà del XX secolo.

Grazie al suo amore per l’arte, nel senso più spirituale e mistico del termine, dove con la moglie andava a caccia di emozioni forti e sensazioni vere, e per la condivisione, Giuseppe Panza, uno dei più importanti collezionisti d’arte al mondo e uno dei primi a proporre innovativi criteri espositivi per l’arte contemporanea, nel 1996 decise di donare al FAI l’intera sua proprietà e il patrimonio in essa custodito.

Ed è proprio in questo luogo magico, che l’essenza di Varese riesce a dare la sua massima espressione. Attraverso la struttura architettonica stessa, con i suoi arredi e le sue raccolte di arte africana e precolombiana, e la collezione permanente, con le oltre 150 opere di artisti contemporanei, Giuseppe Panza ha saputo raggiungere l’armonia perfetta bilanciando le dicotomie, quell’eterno dualismo umano dentro e fuori ognuno di noi.

NATURA NATURANS
NATURA NATURANS

E una collezione temporanea NATURA NATURANS (visitabile fino al 28 febbraio 2016) delle opere di Roxy Paine e Meg Webster, create dai due artisti americani tra il 1982 e il 2015, non fanno altro che rimarcare il profondo e intrinseco rapporto uomo-natura di questa città.

Opere in&out side interconnesse tra loro da un sottile fil rouge, ovvero la visione di una natura in un ciclo continuo di crescita e decadimento, e la volontà di esaltare le qualità intrinseche dei materiali utilizzati. Nobili o impuri, da recupero oppure semplicemente organici che siano.

Una mostra, una villa, un collezionista innamorato dell’amore stesso nelle sue forme più pure, una Città Giardino con le sue bellezze artistiche e architettoniche a tutto tondo non possono che aver reso questo giornata ancora più unica e speciale.

Buon compleanno, papà!

Villa Panza
Villa Panza

2 risposte a "Varese: la mini Versailles milanese"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.