Storie di donne: “Mollo tutto e inseguo il mio sogno artigiano”

Marta Tricarico

Per la serie Storie di Donne, ecco che oggi vi presento una persona speciale. Conosciute quasi per caso sui social, per amicizie comuni (onori e meriti quindi a Facebook), qualche sera fa ho avuto il piacere di incontrarla nel mondo reale.

Lei si chiama Marta Tricarico, una giovane ragazza brianzola, dalla pelle candida e occhi color nocciola, che spesso tende a nasconde in guizzi veloci e sfuggenti sotto una frangia leggera dal sapore di terra.

È l’artista artigiana, guro della pelle e dell’ottone, che ha lanciato sui social Etnique, il giovane brand di accessori, portatabacco e portafogli completamente Hand Made.

Portatabacco Etnique
Portatabacco Etnique

E davanti a un buon bicchiere di vino, Marta si è messa a nudo, svelandomi tutti i retroscena della sua vita privata e professionale. Mi ha raccontato da dove è nata la sua passione per la pelle e per il cucito, e poi per i metalli.

Una bellissima storia che racconta come basta poco, a volte, per essere felici e ricominciare da zero.

Un’altra storia di donne, quindi, fatta di paure e insicurezze, ma di altrettanta determinazione nel voler cambiare e inseguire i propri sogni.

Ecco l’intervista fatta a Marta.

R. Chi è Marta Tricarico?

M. Ho 24 anni, ho sempre vissuto a Calco. Mi sento brianzola al 100%, anche se da parte di padre ho origini pugliesi. Sono cresciuta con mia madre e mia sorella maggiore, e ho passato gran parte dei miei pomeriggi da bambina con Wanda e mia nonna.  

Una famiglia fatta tutta di donne quella di Marta, con una vena creativa da parte di zia, la sorella del nonno, che l’ha iniziata all’arte sartoriale.

R. Com’è nata questa tua passione per la pelle, ma soprattutto per il cucito?

M. Sono cresciuta con tanti cugini e fin da piccola mia zia era quella che si occupava di rattoppare e modificare abiti e tutto quello che desideravamo, era una sarta che realizzava i tuoi sogni, praticamente. Ed è stata lei che mi ha ispirato e spronato a metter le mani sulla sua antica macchina da cucire, che custodiva con tanto amore nella sua taverna. Così ho iniziato a cucire le prime coperte con i suoi “scarti” e lei a insegnarmi a confezionare astucci e a inserire cerniere. Finché poi sono diventata grande e la cosa è andata scemando negli anni, tra scuola e lavoro non avevo più tempo da dedicare a questa mia passione. Ma poi un giorno di tre anni fa, un amico mi ha portato un piccolo pezzo di pelle. E lì è stato subito amore a prima vista. Ho ricominciato così a cucire, e da autodidatta ho iniziato a lavorare questo nuovo tipo di tessuto, creando i miei primi portatabacco.

R. Mentre per quanto riguarda gli accessori?

M. Tutto è iniziato per gioco. Sono una persona che osserva molto, se vedo un oggetto che mi piace, voglio capire com’è fatto e crearlo io stessa partendo da zero, con le mie mani. Così, dal 2010 ho iniziato a fare orecchini, collane e anelli per me e per i miei amici. Ed è nato Etnique.

R. E con l’ottone? Da dov’è partita questa nuova passione?

M. Lo scorso novembre avevo trovato un evento organizzato da un’associazione culturale delle Marche che, tra le tante attività, organizza corsi di lavorazione dell’ottone. Il corso si è tenuto a Novara, in un clima di pace assoluta, in un mood molto zen. Dopo averci letto il tema natale (strumento che analizza e considera le posizioni planetarie al momento esatto della nascita per capire gli orientamenti e le inclinazioni dell’individuo, ndr), ognuno di noi, guidato da mani esperte, ha scelto la propria pietra, in grado di colmare i nostri punti deboli e di proteggerci. Io ho scelto l’occhio di tigre, e nel pomeriggio ci hanno spiegato come creare un ciondolo per custodire la nostra pietra, lavorando l’ottone. È stata una giornata intensa e molto significativa per me. Sia a livello personale, sia a livello professionale.

R. E poi la decisione di mollare tutto.

M. Ormai erano anni che ci pensavo, ero stanca e insoddisfatta della mia vita. Cercavo qualcosa che potesse rendermi davvero felice. Finché un giorno non ho capito che quello che andavo cercando non era poi così tanto lontano. Due mesi fa la decisione. Un tour che mi porterà a viaggiare per l’Italia per tutta l’estate, presidiando i migliori eventi nazionali con il mio stand e le mie creazioni. Un tour che, spero, mi darà quella libertà che vado tanto cercando. Per me cucire è tutto. Amo la pelle, adoro l’ottone e, in generale i materiali naturali. E quando inizio a creare, non c’è nulla che riesca a fermarmi. È pura connessione tra me e la materia.

Un tour che vedrà Marta viaggiare con il suo attrezzatissimo furgone, super organizzata e pronta ad accogliervi nel suo mondo artigiano, tra la Lombardia, l’Emilia, la Toscana, le Marche e l’Umbria. Un programma sempre in continuo divenire. Quindi, per sapere esattamente in quale parte d’Italia, o magari del mondo chi lo sa, lei si trovi, seguitela sui suoi social o tenete monitorato il suo sito.

R. Quindi Marta in tour per tre mesi, a partire da giugno. E poi? 

M. E poi si vedrà. Ho già un paio di progetti in wip per settembre, ma nulla di definito ancora. Per ora, mi godo il momento e il mio viaggio. Voglio vivermela tutta, con la libertà e la spensieratezza di chi non ha né limiti né confini.

Prima di salutare Marta, vi lascio un suo pensiero dedicato a tutti voi lettori, avidi di perle di saggezza e sempre pronti a coglierne l’essenza.

M. Mi viene da lasciare un messaggio che sento molto nel cuore in questo periodo (in realtà è di Elisabeth Gilbert) per tutte le persone che cercano il coraggio di intraprendere una scelta:

“Fate ciò che vi fa sentire vivi. 

Seguite le vostre passioni, ossessioni e compulsioni. 

Fidatevi. 

Create a partire da qualsiasi cosa provochi

una rivoluzione… nel vostro cuore. 

Il resto verrà da sé”.

Elisabeth Gilbert

E allora non passiamo far altro che lasciare andare Marta, libera di inseguire il suo sogno artigiano.

Un grosso in bocca al lupo e avanti tutta!

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