Martesana: un naviglio, un tour, e tante piccole grandi storie

Il naviglio Martesana, tra passato e presente. 

Un naviglio piccolo, quello della Martesana, lungo 38 chilometri di cui buona parte percorribili piedi o in bicicletta, che mette in comunicazione Milano con la bergamasca, arrivando fino al fiume Adda.

Un progetto ambizioso, nato su carta, grazie alla volontà di Filippo Maria Visconti nel 1443, di cui iniziarono i lavori grazie a Francesco Sforza nel 1457, e al quale contribuì anche il geniale e lungimirante Leonardo Da Vinci nel 1516.

Una storia lunga più di cinque secoli, travagliata, combattuta e che ora racconta i grandi sogni e gli intenti comuni di chi ha vissuto e vive tutt’oggi questo piccolo grande naviglio lombardo.

Martesana, oggi.

Il naviglio della Martesana, oggi, è un luogo per staccare, rilassarsi e perdersi tra natura, cultura e tradizioni locali, fatto di posti segreti e di piccoli angoli nascosti, tutti da scoprire. E’ un territorio che corre lungo tutto il canale e che racconta la storia di persone fuggite, tornate e rimaste, ma con un unico comune denominatore: la voglia di reinventarsi e di mettersi in gioco.

Perché la vita è fatta di scelte, di sfide e scommesse. E c’è chi, come la storia passata insegna, in Martesana, ha avuto il coraggio di cambiare.

Il mio tour in Martesana con Chiara Carolei

Chiara Carolei @ Rustic | Bevendo, mangiando e chiacchierando
Chiara Carolei @ Rustic | Perché la vita seduti a tavola è indiscutibilmente più bella

Questo weekend, grazie alla Confcommercio di Gorgonzola, ho avuto il piacere di rivivere una parte di quel mio recente passato (ristorativo e alberghiero) che avevo quasi dimenticato.

Ho riassaporato l’amore per il bancone, per l’ospitalità e l’accoglienza. Quell’amore che a te, cliente, turista o persona capitata lì per caso, fa sentire a casa, quando metti il naso in un buon bicchiere di vino o di birra oppure i denti o gli occhi sulle nostre grandi eccellenze tutte italiane.

Un tour enogastronomico quindi, ma non solo, che mi ha fatto calare nelle vite di pazzi furiosi ed eclettici coraggiosi, tra Gorgonzola, Bellinzago Lombardo, Pessano con Bornago, Cassina de’ Pecchi e Gesssate.

Un tour fatto di storie tutte da ascoltare e assaporare, in compagnia della piccola e frizzante Chiara Carolei, nota blogger milanese, guro dello scatto che cattura ed emoziona.

Storie che mi hanno fatto sorridere, a volte commuovere, in ricordo di quel mio tanto amato passato, che porto ancora nel cuore.

E allora cosa aspetti, se anche tu sei ingordo di storie coraggiose e a volte bizzarre, non puoi far altro che continuare a leggere, e goderti con me questo viaggio.

Il Naviglio della Martesana | Credit Chiara Carolei
Il Naviglio della Martesana | Credit Chiara Carolei

 

Pippo e la sua Cantinetta, fatta di sughero e vini

Ferraro Giuseppe, Pippo per gli amici, è gorgonzolese di adozione. Si trasferisce in Martesana nel 1963 ancora bambino, e a soli 21 anni ritira la storica latteria del paese. Sommelier ad honorem, gira l’Italia dietro a un bancone. E dopo 50 anni di esperienza tra spine, tappi e calici da rabboccare, nel 2003 decide di aprire la sua Cantinetta a Gorgonzola.

Raccolto e intimo locale, dai colori agli arredi, qui tutto ricorda viti, grappoli e filari. Tante etichette delle nostre regioni, che spesso Pippo, affiancato dai suoi figli di Bacco, piccoli produttori italiani, fa degustare in abbinamento a ricchi taglieri di salumi e formaggi, durante serate speciali. La sua prima degustazione? Tredici anni fa, con Nicolas Rigamonti e i suoi vini piacentini Podere del Casale. Ma di serate, da Pippo, ce n’è anche per chi ama la musica classica, oppure il cabaret, perché l’amica Debora, Villa s’intende, spesso passa da lui per far ridere e scherzare.

E il piatto forte? “Ma naturalmente la mortadella al tartufo che vi consiglio di annaffiare con un buon Lambrusco, che di certo non fa mai male” suggerisce il Pippo, perché lui ti sa sempre prendere, ma soprattutto consigliare.

 

 

Da Simona e Cinzia, nella loro Finestra sul mare

Da Pozzo d’Adda, Simona e Cinzia approdano in Martesana due anni fa, nel luglio del 2014. Rimaste senza lavoro, affrontano con coraggio la scelta di rimanere comunque nel settore erboristico, e si reinventano in una piccola cittadina a portata di famiglia, qual’è per loro Gorgonzola.

Aprono così il loro piccolo centro per il benessere, unico nel suo genere in Martesana, che unisce trattamenti, come lo Shiatzu, il Reiki, i massaggi thailandesi, il Matrix 2point e altri ancora, che lavorano sia a livello fisico sia a livello energetico, all’erboristeria e alla grotta di sale.

Una grotta bianchissima e ovviamente salatissima la loro, dal soffitto, al pavimento, pareti incluse, dove le ragazze leggono fiabe ai più piccini, oltre ad organizzare eventi su misura per adulti e bambini. Una stanza dove fanno anche meditazione, con massaggi sonori a sette campane in cristallo. E se ancora non conosci i benefici del sale, ecco come opera, giusto per avere le idee più chiare. Nei casi di artrosi, artriti e reumatismi, qui il sale asciuga lo stesso suo eccesso nell’organismo, mentre in versione micronizzata, passando per le vie respiratorie, richiama l’acqua e quindi scioglie e fa espellere il muco in profondità.

Da Cinzia e Simona, ci si sente un po’ come al mare, e forse si chiama La Finestra sul mare proprio per questa sensazione. Dove una nutrizionista, su prenotazione e un paio di volte al mese circa, viene ad affiancarle, perché il cambiamento deve arrivare anche da dentro. Fanno cultura alimentare, con l’intento di educare e informare. Per imparare ad amare se stessi ma su più livelli, o meglio per imparare a rispettare corpo, anima e mente, tutto incluso.

E la foto? All’unisono, Simona e Cinzia, non potevano rispondere diversamente se non con: “Ma facciamola davanti al nostro mantra personale e professionale: Ricordati di essere felice!

 

130 anni che profumano di forno, caffè e sapore di casa

Panettieri da quattro generazioni, la famiglia Colombo ne conta 130 anni di attività. Divisi soltanto fisicamente da un provinciale, hanno un grande amore per il forno e per la famiglia da regalare. Oggi, tre i fratelli a gestire il business di famiglia, un’eredità importante la loro che dal 2013  si divide tra il forno, Il Fornaio a Bellinzago Lombardo, dove Federico dirige la produzione e Camilla il bancone, e la caffetteriail Fornaio caffè a Gessate, gestita dalla sorella Benedetta.

Tutta la produzione viene fatta nei loro laboratori, con tanto amore e altrettanta passione. Tempi lunghi e grande esperienza che fan contare 24 ore per il pane, e molte di più per il pluripremiato panettone di papà Colombo, insignito dalla Richemont di Brescia come il Migliore ormai da tre anni. Un papà, il loro, che si alza ancora oggi la mattina, e che, se si imbatte in un sambuco, tempo zero, mani in pasta, per sfornarti qualche magia profumata.

E i prodotti di punta? Sicuramente la Rossana, una piccola rosetta ma rigata, dalla ricetta segreta, fatta di un mix di farina di grano, tenero e duro, e biga, nata 20 anni fa, su esplicita richiesta dell’omonimo ristorante della zona. E poi la paciarella, torta di latte tipica, che si sforna durante le feste di paese, ma che i Colombo invece producono tutto l’anno.

Pizze, focacce e dolci da forno sono sicuramente i fiori all’occhiello del Fornaio, ma anche pani speciali fatti con farina di riso, di segale e altri cerali integrali, e poi quello con la zucca.

E il cavallo di battaglia del Fornaio Caffè? Di sicuro le brioche, fatte soltanto con ingredienti Made in Italy che Federico sceglie con oculatezza e impeccabile rigore: “Sulla qualità non si transige, solo ingredienti freschi, naturali e italiani” ha voluto specificare.

 

La famiglia Cozza, Made in Sud dal 1973

Grazie alla lungimiranza di papà Eugenio Cozza nell’ormai lontano 1973, Giuseppe Cozza e consorte, Sara Andreoni, oggi gestiscono il Rustic, ristorante con forno a legna a Pessano con Bornago. 

Un piccolo angolo fresco e luminoso, che a vederlo dall’esterno non lo diresti. Ma una volta entrato, linee pulite, forme geometriche perfette e colori tra il caffè, il cacao e la vaniglia, ti avvolgono e ti spingono a lasciarti catturare da profumi e odori molto Made in Sud. E arrivi poi fino al cortile interno, dove una zona relax può esserti utile per riprenderti dal lauto pasto. Perché da Giuseppe sarà difficile uscir leggero, pur affidandoti al suo buon cuore.

Dietro ai fornelli, a volte, c’è ancora mamma a dare una mano a Giuseppe, mentre la sala è il regno indiscusso di Sara, anche se all’occorrenza, dato che è Sommelier Fisar a tutti gli effetti, Giuseppe esce dal suo covo per guidarti nella scelta dell’etichetta giusta per te.

Un menù quindi all’insegna dei sapori del sud e del Mediterraneo, con ricette della tradizione riviste e rivisitate dalle mani esperte di Giuseppe. Paste fresche e tutto rigorosamente fatto in casa, come una volta, ingredienti selezionati e che arrivano sulla tua tavola direttamente dal profondo sud, grazie alla rete di contatti della famiglia Cozza.

E le pizze? Ovviamente cotte nel forno a legna, con impasti integrali e a volte speciali.

Il mio pranzo con Chiara Carolei e Confcommercio di Gorgonzola? Formaggi, speciali confetture, e salumi calabresi e di altre regioni del centro-sud d’Italia. E poi ravioli fatti a mano, con ripieno di ricotta e cime di rapa. Il tutto ben innaffiato da un fresco Ortugo e un ottimo Gutturnio perfetto per sgrassare, vini entrambi piacentini del Podere del Casale.

 

Immaginevisione, gli antipodi complementari

Connubio perfetto quello nato tra Gianluca Gervasoni e Paolo Emilio Sironi nel lontano 1997. E che dal 2007, si esprime al meglio in quella che loro chiamano l’evoluzione della classica foto ottica tradizionale, quando i due baldi giovani decidono di rilevare l’attività storica di Cassina de Pecchi, la Cinefotoottica locale, e la battezzano Immaginevisione.

Due anime così diverse le loro, ma complementari, che convivo sotto lo stesso tetto. Da una parte uno spazio completamente dedicato alla fotografia e affini, regno indiscusso di Paolo Emilio: “Ci occupiamo di ogni aspetto della fotografia e video a 360 gradi: dalla produzione di cataloghi, still life, eventi, cerimonie, advertisting, moda e post produzione fino al settore amatoriale, dalle stampa di file a gadget personalizzati. Produciamo anche video, video presentazioni, clip musicali e grafiche 3D” dichiara il fotografo creativo.

Mentre dall’altra parte, Gianluca, che gestisce il settore ottico, sottolinea: “Anche qui operiamo a tutto tondo, partendo dal semplice esame della vista che effettuiamo nella nostra moderna sala di rifrazione con le più tecnologiche strumentazioni. Eseguiamo autoref, kerometria, topografia corneale, pupillometria e aberrometria totale e corneale, fino ad arrivare alla valutazione funzionale del sistema visivo, all’applicazione di lenti a contatto in ogni materiale”.

Ma il cavallo di battaglia di Gianluca sarà presto una nuova attrezzatura all’avanguardia che gli consentirà di lavorare al centesimo di diottria, valutando la postura di chi indossa la lente. Un’attrezzatura molto rara, perché se ne contano solo 10 pezzi in Lombardia e 50 in tutta Italia.

 

Cassina de Pecchi e la Sagra della Fragolosa

E poi un incontro, quasi inaspettato, con parte del team organizzatore della sagra Fragolosa di Cassina de Pecchi. Un esempio perfetto di cosa significhi fare rete e dare visibilità al proprio territorio. Quest’anno sono alla seconda edizione, ma i numeri conseguiti fanno ben sperare a un felice prosieguo.

“La sagra è nata due anni fa, con l’intento di riuscire a creare un polo di attrattività sul territorio, per unire l’identità agricola locale e sviluppare una rete con le piccole e medie imprese, in collaborazione con la Cascina agricola Pirola che si occupa di coltivazione di fragole – ha dichiarato l’assessore al Commercio e alle Politiche sociali Doriana Marangoni, sottolineando – ma abbiamo anche voluto dare alla sagra un aspetto sociale, devolvendo il ricavato della raccolta fondi al progetto ‘Ti ospito a casa mia’

Federico Bianco, uno degli organizzatori che si è occupato della comunicazione online, ha poi spiegato come ha voluto gestire l’edizione di quest’anno: “Abbiamo voluto dare un taglio agricolo ed enogastronomico alla sagra per questa seconda edizione, privilegiando sicuramente la qualità degli espositori, abbiamo invitato i pasticceri di Chocomoments, maestri cioccolatieri itineranti di Pavia, oltre a più di 60 espositori di prodotti agricoli e agroalimentari, tra cui Coldiretti e Cascina S.Alberto con le sue farine, erano presenti tutti i nostri commercianti, due pasticcerie di Cassina de Pecchi e una di Pioltello, oltre alle ragazze del Visul Cooking”.

Tanti gli eventi collaterali che hanno animato l’intera giornata di domenica 15 maggio, anche con visite guidate ai campi di Cascina Pirola.

Ecco le foto della sagra. E, avanti tutta ragazzi, dritti verso la prossima edizione!

 

Balliamo con Claudio?

Sono le 16 e tutto va bene, finché non ti imbatti in un uomo carismatico e pieno di energie da vendere. Un rubacuori doc che fa ancor girar sottane alle belle signore e signorine che vengono a provar abiti e calzature nella sua piccola e caliente boutique dal sapore latino.

“Mai avrei pensato, con le miei prime 24 paia, di poter suscitare così tanta curiosità e interesse quattro anni fa, quando ho aperto il mio negozio” dichiara il seducente e fascinoso Claudio Balconi, esperto ballerino e titolare di Balliamo Store di Gorgonzola

Una travolgente passione per il ballo quella di Claudio, la stessa di chi da lui cerca tecnicismo e perfezione, tra accessori, abiti e scarpe da ballo, e gli  oltre 450 articoli differenti presenti nel suo negozio. E da Claudio trovi solo i migliori produttori al mondo, primi fra tutti le case italiane, leader assolute sul mercato internazionale.

“La donna italiana è l’unica al mondo che non si accontenta solo della funzionalità tecnica delle proprie calzature, ma ne esige una esasperata bellezza estetica, che coniuga tacco, forma di calzata, suola giusta, con materiali e colori che devono seguire i trend del momento” sottolinea Claudio, tra un giro di rumba alla bella e indecisa signora e un passaggio di scarpa all’uomo in cabina.

 

Capolinea: ricominciamo da zero

Due ex impiegati, arrivati professionalmente al capolinea, decidono di buttarsi nel mondo del gelato. Dopo corsi professionali e numerose ore di praticantato, ad aprile 2014, aprono la loro prima gelateria a Gorgonzola. E poteva forse chiamarsi diversamente da Capolinea? E’ il loro primo punto di partenza di un lungo viaggio, dentro al mondo delle eccellenze artigianali italiane.

Un coraggio che premia Demetria e Alessandro a partire dal secondo anno di attività, grazie al passaparola, ma soprattutto alle loro scelte vincenti, come l’utilizzo dei pozzetti e non delle vasche a vista per conservare il gelato, piuttosto che la volontà e la determinazione nel voler usare solo prodotti di qualità, con un occhio alla sperimentazione e alla ricerca del risultato perfetto.

Un ambiente fresco, naturale, fatto di professionalità e saper fare, dove poter gustare il vero gelato artigianale. Ma se sei di gusti particolari, allora qui c’è pane per i tuoi denti. Buttati su Cannella e pera, Mascarpone e fichi caramellati, Caffè croccoloso, Chesecake, Spritz, Prosecco e arancia rossa e avanti tutta con la sperimentazione!

E se ami lo stracchino, e a settembre non riesci a non farti un giro alla Sagra del Gorgonzola, allora non puoi non passare da Demetria e Alessandro per un gelato allo zola, mascarpone e noci. Assolutamente da segnare in agenda!

 

Gorgonziner Beershop: cereali liquidi  e board games 

Metti insieme un omone barbuto, vestito di nero e dal vocione profondo. Poi prendi un beer nerd sfegatato di Board Games e giochi di ruolo e mixa i due personaggi con un terzo, il classico Mastro Birraio. Ecco, chi ti esce è un baldo giovane che di nome fa Paolo Mattavelli. E il suo Gorgonziner Beershop non è altro che la massima espressione di questo trittico di personalità.

Consulente chimico a livello nazionale, cinque anni fa, nel 2011 esattamente, dopo un grosso insoluto da parte di un suo grosso cliente inadempiente, Paolo lascia sbocciare la sua passione per la produzione e i cereali liquidi, e apre i battenti della sua attività birraia nello storico barber shop del vecchio amico barbiere.

Nel 2013 produce la sua prima ricetta, una Ipa da 7 gradi, L’inaffidabile, con nota agrumata e amara sul finale, presentata la prima volta durante la Sagra del Gorgonzola. E i mille litri prodotti? Sono letteralmente andati a ruba nel giro di un mese. Paolo passa poi a produrre una English Brown, luppolata semper Ipa, scura, più alcolica, con una nota caffettosa. E la successiva è la Belin wine, con una produzione speciale ad edizione limitata, maturata in botti dell’azienda vinicola Podere del Casale.

Preparato, professionale, maniacalmente attento ai dettagli, ma che sa giocare. Nel vero senso della parola, perché da lui trovi un intero scaffale di board games e giochi di ruolo. E se ne cerchi uno in particolare, lui presto detto te lo ordina e poi devi solo andarlo a ritirare.

Birre artigianali, senza glutine, di origine italiana e che arrivano anche un po’ da tutto il mondo. E se ti piace fare il piccolo chimico, da Paolo trovi le basi e tutto quello che ti serve per farti la birra in casa.

Ma se sei pigro come me, poco importa, lui ti guida, con corsi e degustazioni fatti ad hoc, alla scoperta di un mondo così vasto e a tratti sorprendente.

 

Omar il creativo, tra colazione e aperitivo

Una passione quella per la musica e il vino, che spingono Omar Contrafatto ad approdare al mondo della ristorazione, dopo quindici anni nel settore del marketing e della comunicazione, di cui sette come direttore creativo di agenzia. Apre il suo Vinoblues il 1 gennaio 2012 e diventa Sommelier di professione.

“Un locale vivo, attivo e stimolante, un luogo dove poterti sentire a casa” sottolinea Omar, questo quello che ha voluto ricreare. Un ambiente piccolo ma accogliente, con una saletta interna e un giardino esterno in cui poterti rilassare, dove al centro di tutto c’è il cliente e le sue esigenze. Cavallo di battaglia e orgoglio del Vinoblues sono le colazioni. Alla mattina, se sei il classico indeciso prenditi il giusto tempo, perché qui di tipi di brioche ne hanno venti!

E se sei di fretta in pausa pranzo, puoi fermarti da Omar a farti una puccia salentina al volo. Ma non scordarti l’ora dell‘aperitivo, su cui punta tanto nel weekend, dove più che stuzzicare, trovi un buffet con cui cenare.

Serate a tema, come quella dello Gnocco fritto del mercoledì, animano la settimana con degustazioni enogastronomiche, concerti acustici e tanto altro ancora.

Altra cosa che non ti devi scordare, è di assaggiare i vini della cantina di Omar, perché li seleziona lui personalmente, con amore e altrettanta passione, soprattuto per i vitigni autoctoni e le piccole aziende italiane, come quella del Podere del Casale.

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